Uscite Future
Notte

 La Compagnia del Nibbio augura a tutti buon letargo!

(rumori di discussione)
Spaccamaroni di un capitano...
(altri rumori, lotta, urla)

 Va bene, va bene, adesso lo dico!

Ci vediamo il 12-13 dicembre ad Albosaggia per la festa natalizia!

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TrabuccoFinalmente, dopo anni di progettazione, studio e lavoro, la nuova macchina da guerra della compagnia è pronta. Un vero e proprio "engine", opera d'igegnio, oltre che di una parte più bassa, realizzata dai nostri prodi sulla base di alcune foto e di alcuni disegni dell'epoca (i disegni, non le foto).

 Un trabucco d'assedio a contrappeso fisso, come erano diffusi nella prima parte del basso medioevo, dalla base di dimensioni 6x4 e alto 3,70m senza il braccio di lancio, a carica manuale. Il contrappeso è composto da una cassa di legno rinforzata in ferro del peso di 100 kg in cui possono essere aggiunti fino a 200 kg di acqua, sufficenti per mandare un proiettile di argilla di 4kg a oltre 100m di distanza. Il sistema di lancio dei proiettili a frombolo può essere avvolto per consentire di lanciare proiettili incendiari a catena, oltre ad essere variabile per poter avvicinare o allontanare il tiro.

Come per le due catapulte, anche qui abbiamo cercato di mantenerci fedeli alla realtà storica, pur con le dovute correzioni date da una differenza fondamentale rispetto al medioevo: il trabucco doveva essere recuperabile, mentre nei tempi antichi una macchina da guerra veniva montata sul posto, al massimo con pezzi prefabbricati portati per l'occasione, e distrutta al termine dell'assedio. Il sistema di montaggio a picchetti di legno non consentiva il recupero dell'intera macchina, cosa per noi essenziale, e abbiamo dovuto ripiegare sull'uso di pioli e chiodi di ferro sfilabili.

Siamo comunque molto soddisfatti della realizzazione, come dei risultati di lancio ottenuti: contiamo di poter lavorare ancora su dei raffinamenti, oltre che sull'addestramento nel carico rapido.

 

onagro d'assedioSeconda macchina da guerra realizzata dalla compagnia, è un onagro d'assedio, più semplice nel sistema di movimento, pensato per essere costurito sul luogo di un assedio e quindi smantellato alla fine dello stesso. Il braccio per i prioiettili a catena permette un tiro più a parabola, adatto a superare le mura di un castello o di una città per lanciare all'interno palle infuocate o proiettili biologici, parti di cadaveri, pensati per scatenare epidemie tra i difensori.

 Più strutturata la costruzione, pensata anche per permettere un più semplice trasporto dell'onagro, con un occhio di attenzione per la fedeltà storica: anche l'impermeabilizzazione della macchina è stata realizzata con olio di lino, e l'uso del metallo è stato limitato il più possibile.

 La distanza di tiro si attesta sui cinquanta-sessanta metri, anche se alcuni lanci durante la rievocazione storica "Pace di Lomazzo" hanno raggiunto gli ottanta metri con proiettili da due chili incendiati a gasolio.

 

Guanti di Maglia n3Questi sono il terzo tipo di guanti di mia produzione, realizzati a partire da un paio di guanti in crosta di vitello da lavoro, su commissione del nostro armiere Bruno. La maglia metallica é realizzata con un filo d'acciaio zincato da 1,5 mm piegato in anelli con diametro interno da 8 mm, e intrecciata con lo schema europeo 6 a 1. Il dorso della mano é composto da 19 file di anelli da 32 colonne ciascuna, mentre le dita sono formate da blocchi di 8 colonne per 10-15 righe.

 

La spada d'arme, detta anche spada da cavaliere, nonostante sia un'arma che riempie l'immaginario di tutti, grandi e piccoli, non era molto diffusa nel periodo che ci interessa: essa era molto costosa, difficile da realizzare e da utilizzare.

Nonostante essa dia risultati impareggiabili nella mano di un esperto bisogna essere molto ben addestrati per sfruttarla, dedicando ore all'allenamento di movimenti che non sono "naturali", sopratutto per un contadino o artigiano del dodicesimo secolo, al contrario dell'uso di un'ascia, un martello o un falcione. Questo, unito all'alto costo, spingeva i fanti delle classi meno agiate, così come i soldati di leva (cittadini che dovevano prestare servizio per un tempo limitato), a rivolegere la propria attenzione ad altre armi, più semplici, anche se meno efficaci, e sopratutto molto economiche. Spesso le uniche spade a cui un mercenario poteva avere accesso erano le armi dei morti in battaglia, anche se la rigida divisione tra cavalieri e fanti che sussiteva anche sul campo ne limitava la quantità .

I fanti della compagnia sono armati di spade d'arme del genere, recuperate dopo le battaglie oppure lame mal riuscite acquistate a prezzi ridotti dai fabbri: capitava spesso anche ai mastri fabbri che un piccolo errore di tempra o rinvenimento rendesse la lama troppo morbida o troppo fragile per un uso intenso.

Non erano diffuse (per non dire inesistenti) spade più lunghe di questa, come le spade bastarde o quelle a due mani del rinascimento, principalmente per l'assenza di una armatura consistente e quindi la necessità  essenziale di portare uno scudo.

 

Qui scriviamo per elogiare gli antichi fasti,
le splendide armi e le fiammanti contese,
che resero dorati i nostri anni!

(Poema di Goldokin, ca. metà  dell'era del Lupo)

Un caro ricordo  per ciò che il fato si è portato via, inabissando nelle sabbie del tempo quello che l'uomo ha costruito. La prima macchina da guerra nel senso tradizionale del termine costruita dalla compagnia, andata distrutta in un sfortunato incidente stradale sulla strada del ritorno da San Marino.

Si trattava di un "Carro da Guerra", progettato per essere facilmente movibile con le salmerie di un esercito e semovente anche sul campo di battaglia, per poter seguire le vicende di uno scontro in campo aperto. Dotato di un sistema di lancio a torsione con canapo, sistema sviluppato dagli antichi romani per i loro onagri che soppiantò il braccio flessibile delle catapulte più antiche, e carica manuale, sufficiente per lanciare un proitettile di stracci a circa 50 metri di distanza.